Massimo Pazzaglia, il giocatore e l’uomo
13 febbraio 2012 // newsPIERANTONIO- Fa della maglia che indossa quasi una seconda pelle, si allena con costanza e soprattutto senza lamentarsi mai, è il primo che arriva al campo e l’ultimo ad uscirne, gioca per la squadra e non per se stesso, ha una voglia di vincere senza paragoni. Questo è il Massimo Pazzaglia giocatore, impeccabile, ma la vera opera d’arte è accostargli l’immagine “dell’uomo”, perché i valori morali contano quanto quelli tecnici, anzi, forse di più. Pazzaglia è sempre cortese, disponibile per un’intervista al volo anche mentre fa fisioterapia, mai sopra le righe. Generoso nei confronti dei compagni, rispettoso degli avversari, critico quando c’è da sottolineare qualcosa che non va per il verso giusto. Onesto e garbato, in ogni circostanza dice quello che pensa. Difficilmente perde la calma, anche in un momento complicato come quello che sta attraversando, lui resta lucido e pacato: “Chiaro, questo infortunio è del tutto inaspettato, ma quando si gioca a calcio lo si deve mettere in preventivo. La nota positiva è che sono sereno, continuo a venire agli allenamenti, mi piace essere vicino ai ragazzi, stimolarli, incoraggiarli. Intanto sono in attesa dell’intervento, oramai manca poco.” Con le mani in mano non ci sa stare, infatti confessa che- “sto seguendo il corso per diventare allenatore, il 3 marzo sosterrò gli esami. Ci stavo pensando già da un po’ di tempo, diciamo che l’infortunio al ginocchio ha solo accelerato i tempi. Passato il periodo della riabilitazione deciderò cosa fare nella prossima stagione. Per adesso prendo appunti, mi sento di rivolgere un grazie sincero al mister, al preparatore atletico Gabrielli e al Presidente, ognuno di loro sta contribuendo alla mia crescita, eh sì … nella vita non si finisce mai di imparare, un conto è giocare, un altro allenare.” Leopizzi e Cortese secondo Pazzaglia sono: “gli uomini giusti nel momento giusto. Il portiere non lo scopriamo noi, saprà darci quella tranquillità di cui abbiamo bisogno, Cortese è un attaccante che l’anno scorso giocava nel Foggia, che altro c’è da aggiungere? E’ una prima punta graffiante, in grado di mandare in rete anche altri giocatori, sono convinto che con i loro innesti invertiremo la rotta.” Le certezze da cui ripartire secondo il Pazzaglia pensiero si chiamano: “Bagnato, Francesco Gabrielli e l’impegno che noto nel gruppo, in queste due settimane di stop forzato la concentrazione è stata assoluta, il lavoro tanto e duro, ora se ne devono raccogliere i frutti.”
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